Lavorare da casa come copywriter: i cinque difetti principali

Quello del lavoro da casa è un fenomeno sempre più importante,  che riguarda non solo le figure creative ma anche mansioni tecniche. Lavorare da casa mi ha permesso di mettermi in gioco come copywriter e articolista freelance in un modo che, molto semplicemente, non avrei sognato di poter fare seguendo le vie tradizionali. Come ho avuto già modo di scrivere, i lati positivi sono molti ma, ovviamente, non è tutto bello e facile. Il lavorare da casa porta con sé sfide e difficoltà molto diverse da quelle del classico impiego in ufficio o, in generale, in un luogo diverso dalla propria camera. Ecco i cinque aspetti negativi che ho potuto analizzare nel corso della mia esperienza nel work from home.

Difficoltà a capire feedback e commenti

Lavorare da casa come copywriter o articolista freelance porta con sé il problema del rapporto con quelli che sono i tuoi superiori. Che si tratti di project manager, responsabili, figure senior o qualsiasi altro profilo, la possibilità che la comunicazione non sia del tutto efficiente è sempre dietro l’angolo. Questo spesso succede perché quello che il copywriter scrive viene revisionato da più persone che, per qualche motivo, seguono spesso linee guida differenti. In altri termini: se la copy o l’articolo che scrivi va bene una volta, non è detto che quella dopo un contributo scritto nello stesso modo sarà accettato. Tra correzioni che spesso si contraddicono, evidenti sviste e sbagli di vario tipo, la comprensione dei feedback dei propri lavori può risultare piuttosto ardua. La situazione si complica proprio perché il lavoro da casa online non garantisce quel rapporto diretto con i tuoi responsabili, e perciò l’incomprensione non è fenomeno raro. Affidarsi esclusivamente alla comunicazione via mail e chat, inoltre, può far nascere impressioni sbagliate sul tono di voce utilizzato, così come sulla gravità dell’errore. In qualsiasi caso, pertanto, bisogna sempre porsi in maniera educata e gentile, sperando che anche la controparte faccia lo stesso.

Attenzione: bisogna sempre ricordare che una correzione dei propri lavori non è solo una piccola sconfitta personale, magari ancora più difficile da sopportare perché sostenuta da motivi che si ritengono sbagliati. Tante correzioni vogliono dire perdita di tempo, e perdita di tempo vuol dire perdita di soldi. Il consiglio, pertanto, è di far tesoro di ogni correzione, giusta o sbagliata che sia, in modo da non dare nessun appiglio a editor e revisori. Ciò non vuol dire che non correggeranno comunque i tuoi articoli o le tue copy, ma già è un passo avanti.

Se hai un hobby che prevede lo stare a casa dopo il lavoro, sei fregato

Se sei un copywriter, articolista o traduttore che svolge un lavoro da casa online una cosa è certa: passerai molte, molte ore davanti al display di un qualche dispositivo tecnologico. Questo significa che ogni giorno sarai seduto per diverso tempo, e tutto ciò non è proprio salutare. Di norma, se uno lavora in ufficio una volta finita la propria giornata si alza, prende la macchina e se ne va dove vuole. Siccome nel caso dei freelance l’ufficio diventa la propria casa, ecco che finire di lavorare non significa uscire e andare da qualche parte, ma al massimo alzarsi e passare in un’altra stanza. Non si può, in sostanza, fare una cosa del genere:

La cosa diventa più complicata quando si parla di come spendere il tempo libero dopo aver finito il proprio lavoro da casa. Se hai un hobby o impegni che ti portano fuori, non c’è alcun problema: dopo aver spento il PC puoi uscire e andare un po’ dove ti pare. Se, invece, sei una persona che non ha la necessità di uscire fuori di casa molto spesso la cosa può diventare fastidiosa, perché una volta finito di lavorare al PC potresti ritrovarti, dopo poco, di nuovo davanti al monitor. Io, ad esempio, amo giocare ai videogiochi e ho altri hobby che prevedono lo stare a casa, motivo per il quale a volte il passaggio dal lavoro al tempo libero non ha quell’effetto liberatorio che potrebbe avere nel caso di un lavoro classico in un ufficio.

Misuri le cose in base a quanti soldi guadagni

Questo è un difetto che riguarda i casi in cui chi lavora da casa, sia esso copywriter o articolista, è pagato a seconda di quanto produce. Si tratta di un’eventualità piuttosto comune, specie se si è un freelance alle prime armi lanciato contro i mulini a vento dell’internet. Se tu sai che in una giornata a pieno regime guadagni X, e che la somma di X sono tanti piccoli Y messi insieme, sarai portato a ragionare in un modo che i fortunati possessori di stipendio fisso non possono capire. Le conseguenze maggiori di questa distorsione spazio-tempo-remunerativa è che si inizia a misurare le cose in base a quante Y servono per comprarle. Ogni volta che vedi un nuovo disco che vorresti prendere o un abito che ti piacerebbe indossare, sei portato a pensare: “per prenderlo devo fare un tot di Y”, oppure “ho dovuto scrivere tot Y per arrivare a comprare questa cosa”. Di conseguenza, il tempo diventa immediatamente un fattore limitante: quando dovresti scrivere ma per qualche motivo non sei al PC senti il tempo scorrere e vedi la tua bella X giornaliera sgretolarsi, lasciando cadere tutte le Y che non stai guadagnando.

La sensazione strisciante che alla fine il tuo non è un lavoro vero e proprio

Se sei alle prime armi nella carriera da copywriter freelance o articolista, non hai mai lavorato in un ufficio e la gente attorno a te non ha ben chiaro cosa diavolo significhi copywriter, potresti avere la sensazione che quello che stai facendo non è un vero lavoro. Se lasci che questa sensazione traspaia in maniera evidente la conseguenza è che gli altri penseranno che stai passando le tue giornate al computer a sprecare tempo. Arriverà chi ti chiederà favori mentre stai correggendo un articolo, o chi avrà bisogno di una mano a fare i lavoretti di casa mentre tu stai cercando di scrivere una copy decente. Questo non è un ostacolo posto dal lavorare da casa, dai committenti che non ti capiscono o da tutte le tasse che devi pagare: è solo un problema tuo. Il primo a considerarsi un professionista devi essere tu, ed è per questo che è necessario dare valore a quello che si fa e a quello che si è. Fare questo porta con sé tutta una serie di conseguenze positive che si riverberano sul piano del personal branding e, con un po’ di fortuna, sui guadagni che è possibile ottenere. Se nel tuo lavoro da casa ti comporti da professionista e scrivi bene, anche gli altri saranno portati a considerarti un soggetto credibile.

Hai la tentazione di sentirti solo contro il mondo

Se chi ti circonda non capisce che per te il tempo è letteralmente denaro, se i tuoi superiori ti correggono le stupidaggini più insulse, o se ti ritrovi all’improvviso senza offerte di lavoro, la reazione tipica è quella di sentirsi da solo contro il mondo. In questo caso è molto importante riuscire a gestire in maniera corretta le proprie dinamiche psicologiche. I momenti del genere, se non altro, aiutano chi lavora da casa a conoscersi meglio e a prepararsi a reagire in maniera migliore in futuro. La tentazione di sentirti solo è forse uno dei lati negativi peggiori del lavorare da casa, e nella mia esperienza come copywriter e articolista sono stati molti i momenti in cui ho pensato di essere ai piedi di una montagna così alta che avrebbe scoraggiato anche il povero Sisifo.

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La rappresentazione della giornata tipo di un giovane copywriter freelance. Drammatizzazione.

Come se ne esce? Come ho scritto nell’articolo dedicato alla gestione dei momenti senza lavoro, la cosa più importante è continuare a scrivere. Se fai questo lavoro, o almeno ci provi, è perché scrivere bene è una delle cose che ti caratterizza, che ti distingue dalle altre persone. Senza questo torni a essere un tizio che magari ha studiato per anni ma che, arrivando al punto, non ha concluso niente. Non dargliela vinta: scrivi di più, migliora e porta in cima quel cavolo di masso.